domenica 1 gennaio 2012

L'ultima barzelletta del 2011...ma fa ridere amaro.

Amici, ho appena terminato di ascoltare il messaggio di fine anno del Presidente Giorgio Napolitano: di rado capita di ascoltare tutte insieme, una dopo l'altra, tante affermazioni che esprimono il contrario della verità.
Si parla del "rispetto della dignità e dei diritti del lavoro" dopo che questo esecutivo, che nessun cittadino italiano ha eletto e che ci è stato di fatto imposto dall'UE, ha dimostrato tutta l'intenzione di continuare lungo la strada iniziata anni fa con il famigerato pacchetto Treu e l'infame legge Biagi che hanno fatto strame di quasi un secolo di conquiste sindacali e di lotta dal basso; si parla, in questo noioso, stucchevole monologo da politico della prima repubblica, di "misure finalizzate alla crescita" quando anche un bambino capirebbe che con le politiche di austerità che sono state decise dal Presidente europeo della Commissione Trilaterale (**) e dagli altri baldi giovani (v.) a capo di questa democrazia di cartone non ci sarà nessuna crescita. Si blatera di una società, quella italiana, che "deve uscire più severa e più giusta, più dinamica, moralmente, civilmente più viva, più aperta, più coesa" e a dire queste parole è lo stesso uomo che per anni ha firmato al pagliaccio che ci siamo dovuti sorbire per troppo tempo alla Presidenza del Consiglio tutte le leggi più inique dell'ultimo decennio.
Si parla di "un fecondo dispiegarsi della concorrenza e del merito", quando in realtà l'unico tipo di concorrenza permesso dal Trattato di Lisbona, accordo sovranazionale europeo ratificato dai governi senza sottoporlo al voto dei popoli e quindi in modo antidemocratico e criminale, è la "libera concorrenza senza distorsioni", un dogma che include tutta una serie di negazioni delle libertà democratiche e sindacali ( v.) e che favorisce di fatto la privatizzazione a esclusivo beneficio delle grandi multinazionali che, anche grazie alla connivenza del nostro beneamato Presidente, ora stanno per spartirsi l'Italia e per distruggere quel poco che rimane del nostro servizio pubblico.
Ci dice, quest'uomo che dovrebbe rappresentare tutti gli Italiani, che "si è diffusa ormai la convinzione che i sacrifici siano inevitabili per tutti", dimenticandosi evidentemente che finora a pagare il prezzo di questa crisi fasulla, voluta dai grandi mercati finanziari, è stata chiamata solo la gente comune, mentre categorie da sempre privilegiate, in primis la classe politica di cui il nostro fa parte da sempre, non sono neppure sfiorate dalla manovra in atto.
Ci parla, Giorgio Napolitano, di "rigenerazione della politica e di fiducia nella politica" nel mentre assistiamo al governo di gente sconosciuta, mai eletta da nessun cittadino italiano, che decide delle nostre vite, con coloro che fanno parte della maggioranza e dell'opposizione in realtà messi da parte come lo scemo del villaggio
Ci parla, Napolitano, dell'Italia che " non può restare e non resta estranea a ogni possibile iniziativa di pace e umanitaria, come dice la nostra partecipazione, anche con dolorosi sacrifici di giovani vite, a quelle missioni militari e civili internazionali che vedono migliaia di nostri connazionali farsi onore.". Già, quelle spedizioni di guerra in altri Paesi, vietate dalla nostra Costituzione, ormai sputtanata, dove, per appoggiare gli interessi grandiosi dei potentati economici occidentali, si buttano ingenti risorse economiche, che, se utilizzate diversamente, permetterebbero all'Italia di far fronte a tante difficoltà.
Una sola cosa mi sento di condividere, del discorso di questo anziano demagogo,  ed è quel "balzo in avanti" a cui egli fa riferimento nella parte conclusiva: balzo in avanti sì ma se proseguiamo nella direzione voluta dai poteri di cui Napolitano è un fedele servitore sarà anche un balzo nel vuoto
Per quello che possiamo fare su un blog, una goccia nel mare, proviamo a cominciare l'anno con qualcosa di concreto e, si spera, di utile: firmiamo la petizione per il referendum salva-Italia.
Per poter migliorare il funzionamento dell'apparato democratico di una Nazione, bisogna almeno tornare in democrazia.
Nonostante tutto, Buon Anno.

Renato Valusso
   

2 commenti:

  1. hai perfettamente ragione....null'altro da aggiungere.Tu e noi abbiamo il buonsenso,loro solo egoismo e la paura di perdere il cadreghino

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  2. George Orwell è stato di una lungimiranza e di una lucidità eccezionale.

    L'uso dei termini dal significato opposto per descrivere le reali intenzioni del potere è di una efficacia sconcertante: ci abbiamo creduto davvero per così tanto tempo..

    anche la divisione del mondo nelle tre aree in (apparente) guerra fra di loro sta prendendo sempre più corpo.

    è proprio ora di svegliarsi. Non è un brutto sogno: è una realtà da incubo

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