Da: Il Fatto Quotidiano, 27 luglio 2011
Bunga bunga University
di Maurizio Viroli
La teoria di Vittorio Feltri – che Anders Behring Breivik è riuscito ad uccidere una novantina di ragazzi in meno di mezz’ora anche perché quei giovani sono stati incapaci di reagire e hanno cercato di salvarsi individualmente anziché muovere insieme all’attacco dell’assassino – merita di essere annoverata negli annali della Bunga Bunga University e proposta all’attenzione della comunità intellettuale internazionale. Perle simili nascono soltanto nell’Italia di Berlusconi, e saremmo degli imperdonabili egoisti se non dividessimo simili tesori del pensiero con i popoli che non hanno avuto la nostra fortuna.
Ma è anche un modo sottile per attribuire alle vittime una parte della responsabilità che deve invece ricadere tutta e soltanto sull’assassino. Il messaggio che l’articolo comunica è fin troppo evidente: ‘Certo il massacratore è un pazzo, ma anche quei cinquecento giovani hanno la loro parte di colpa, quella appunto di non aver saputo reagire in modo efficace’. Che è poi modo di ragionare ripetuto infinite volte nella storia quando si vuole attenuare o cancellare una colpa. I tedeschi che vedevano i poveri deportati ai campi di sterminio fare i propri bisogni fra i binari o sulle banchine delle stazioni, racconta Levi, commentavano inorriditi che bestie capaci di comportamenti simili meritavano il loro destino.
L’esempio più recente è quello degli Stati Uniti dopo l’attacco dell’11 settembre, quando l’Amministrazione Bush rispose agli attentati terroristici con due guerre, in Afghanistan e inIraq, e con un insieme di misure gravemente restrittive delle fondamentali libertà civili. La guerra contro il terrorismo si è così trasformata, come hanno osservato molti commentatori, in una guerra contro la Costituzione degli Stati Uniti d’America. Il terrorismo e la violenza politica che causano la morte di cittadini innocenti sono le sfide più ardue per le élite politiche democratiche.
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Personalmente, vorrei vedere come si comporterebbe in circostanze analoghe, se si trovasse al posto delle vittime che critica, quel vecchio arrogante di Vittorio Feltri.
r. v.