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venerdì 16 dicembre 2011

Lobby riconosciute dalla Regione: ci scrive Marco Cucchini

Amici Lettori, forse vi ricorderete la proposta di legge per legalizzare le lobby di cui vi avevo scritto in questo post del 17 agosto scorso: lobby riconosciute dalla Regione (leggi qui).
Ebbene, proprio oggi ho trovato le righe che vi riporto qui sotto nello spazio riservato ai commenti del post in oggetto: ce le ha inviate Marco Cucchini, che si definisce "autore tecnico e non politico " della proposta.


Buongiorno, chiedo ospitalità in quanto autore - tecnico e non politico - della proposta di legge oggetto del post. Sono rimasto ferito da una frase, quella che dice che si vuole "legalizzare le mazzette" e tale giudizio è dato senza aver neppure letto la norma incriminata.
Io mi considero una persona perbene e sono convinto che se il meccanismo che ho contribuito a definire entrerà in funzione il sistema democratico nel suo complesso ne può trarre vantaggio.
Ma non voglio abusare del tuo spazio. Se tu o qualcuno dei tuoi lettori è interessato al tema, nel mio blog potrà trovare una riflessione sul perché della legge e il testo in PDF:
http://marckuck.wordpress.com/2011/12/16/passi-felpati/
Cordialmente, Marco Cucchini


Caro Cucchini, di questi tempi l'aggettivo "tecnico" riferito a chi si occupa di faccende comunque attinenti all'ambito politico ha assunto una valenza che forse non ha quello di neutralità a cui si era soliti collegarlo in precedenza, ma, battute di spirito a parte, il mio personale pensiero sulle lobby in generale e su una loro eventuale giustificazione istituzionale e legislativa non cambia: tutto sommato, negli Stati Uniti, ad esempio, qualcosa di simile esiste già da parecchio ma a quanto si può vedere i risultati a livello sociale non sono comunque dei più benefici per la collettività.
A parer mio, in uno Stato veramente democratico non dovrebbe neppure servire una istituzione governativa che si faccia carico specificatamente di rappresentare i "portatori di interessi particolari", anche se posso comprendere la serietà delle Sue intenzioni e apprezzare il buon lavoro, "tecnicamente" parlando, da Lei svolto: poche norme, chiare e ben definite, altro che i soliti pasticci di burocrati incompetenti.
Il fatto poi che, diversamente dal PDL che Le ha commissionato la preparazione del disegno di legge, certe forze politiche di quello che qualcuno ancora identifica con il nome di "centrosinistra" non siano, come da Lei espresso nel post "Passi felpati"  apparso oggi sul Suo blog, "interessate a queste cose" non si spiega certamente con le motivazioni che ho indicato più sopra, come in realtà dovrebbe essere, ma con il fatto che molti alti esponenti di quella parte politica con i lobbisti , in particolare quelli finanziari, preferiscono incontrarsi lontano dallo sguardo pubblico.
Insomma: no alle lobby, istituzionalizzate o meno.
Con tutto il rispetto, beninteso, per la Sua persona e la Sua professionalità.
Un Cordiale Saluto
Renato Valusso

sabato 3 dicembre 2011

Nigel Farage: pro e contro

Vi riporto tale e quale questo post, apparso sul blog Fronte di Liberazione dai Banchieri  affinché possiate leggere le dichiarazioni di Nigel Farage in merito al "governo tecnico" che il mercato finanziario internazionale ci ha imposto, per salvarci dalla bancarotta, condannandoci a una discreta povertà per gli anni a venire.
In fondo all'articolo, un mio breve commento. 



Thursday 1 december 2011
Fonte: Lettera 43

Il parlamentare britannico del video famoso: «Monti solo un fantoccio».

Sempre lui, Nigel Farage. Vi dice niente? È l'europarlamentare indipendentista britannico (Ukip) protagonista di una memorabile sfuriata al parlamento europeo lo scorso 21 novembre (guarda il video).
Euroscettico, se la prese con la Merkel, il dominio tedesco e tutta l'Ue, colpevole di aver sostituito a piacimento il greco Papandreou e Silvio Berlusconi con due governi-fantoccio composti da tecnici.
I media italiani provarono a oscurare il filmato, ma la Rete fece il suo compito: boom di contatti, l'intervento fu cliccatissimo.
L'INVETTIVA A LA ZANZARA. E adesso? Farage è tornato alla carica su Radio 24, ospite a La Zanzara da Bruxelles. E ha ripetuto, con la solita veemenza, gli stessi concetti, senza farsi scrupoli.
«Se un presidente tradisce la costituzione e permette che un governo eletto venga rimpiazzato da uno fantoccio voluto dalla burocrazia europea in combutta con la signora Merkel, questo è un pessimo presidente che andrebbe licenziato in tronco. Cacciate Napolitano!», ha esordito subito con toni 'morbidi'.
«HO A CASA UNA TOMBA COL SIMBOLO DELL'EURO».Farage, essendo un fiero avversario dell'euro, ha confessato di avere nel suo studio «una tomba, una tomba vera in dimensioni reali con sopra il simbolo dell'euro».
«Adesso», ha detto ai conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo, «siete governati da Mario Monti, un fantoccio scelto da una potenza straniera. Avete rinunciato alla democrazia e avete dato a questa gente un potere enorme. Monti ha detto che resta solo per 18 mesi, ma chi dice che non potranno essere 18 anni?».
Il rischio di un altro berlusconismo, insomma.

«Monti? Un fallimento, è colpevole del disastro imminente»

«Monti», ha proseguito, «è stato uno degli architetti del progetto dell'euro, una delle persone che hanno contribuito a costruire questo disastro imminente. Ed è la stessa persona chiamata a guidare l'Italia. Se io dirigessi un'azienda che sta per fallire metterei come amministratore delegato chi ha causato la situazione fallimentare? No, farei l'esatto contrario».
«ESEGUIRÀ SOLO GLI ORDINI DELLA BCE». Ma ha promesso di risanare i conti pubblici italiani, hanno replicato i conduttori. «Monti è pronto a fare quello che il capo tedesco e la Bce gli dicono di fare, questa è la verità», ha risposto il combattivo Nigel.
«Non capisco perchè Berlusconi abbia accettato questa situazione, certo era molto indebolito», ha analizzato Farage.
«RIBELLATEVI A QUESTA MANCANZA DI DEMOCRAZIA».«Tutti i parlamentari italiani dovrebbero ribellarsi e gridare contro questo sopruso, un governo senza nemmeno un politico eletto, mai votato dal popolo e voluto da altri Paesi e dai burocrati europei, persone orribili che nessuno ha scelto. Ribellatevi in nome della libertà!».

«Sarkozy un nano tascabile manovrato dalla Merkel. Invidio Berlusconi e le sue feste»

E il ruolo di Sarkozy? «Sta lì col petto gonfio», ha mimato Farage, «ma è la Merkel a manovrarlo, come un piccolo nano tascabile...». E sull'harem a suon di bunga bunga del Cavaliere Farage ha detto di essere «invidioso»: «Non sono stato mai invitato a una delle sue feste, e questo mi dispiace moltissimo perchè sarebbe stato divertente. Molti uomini vorrebbero essere nella stessa situazione di Berlusconi, anche chi lo critica in fondo lo invidia».
«IN GRAN BRETAGNA SILVIO SAREBBE DURATO DUE MINUTI». L'anomalia berlusconiana resta però tutta italiana: «Certo che in Gran Bretagna non sarebbe durato più di due minuti al governo...», ha ammesso Farage.
«Berlusconi ha il grande merito politico di avere portato stabilità nella politica italiana, prima i governi duravano pochissimo. Ma ora a 75 anni ha fatto il suo tempo, che si goda i suoi hobby».
Giovedì, 01 Dicembre 2011

                              
                                  ******
Chi segue Quiudinelibera conosce il mio pensiero riguardo a questa Europa, presentataci per anni come una unione economica dei popoli e che invece altri non è che espressione degli interessi del capitale finanziario.
Farage ha il pregio di parlare chiaro e fa bene a considerare Giorgio Napolitano un traditore del suo Paese, che ha di fatto venduto ai falchi della grande finanza internazionale, dopo aver permesso al signorotto di Arcore di farla franca e di rimanere saldo al potere per parecchio tempo, grazie alla sua zelanteria nel firmargli tutte le leggi indecenti di questo mondo.
Tuttavia, non mi riconosco nell'euroscetticismo di Farage, che probabilmente rifiuterebbe anche un'idea diversa di confederazione europea, ossia una confederazione di stati collaborativi fra di loro e in grado di arginare l'attacco commerciale delle grandi nazioni (come ad es. la Cina), un'unione democratica, sancita da equi accordi internazionali e non sovranazionali, stabiliti democraticamente tramite l'istituto referendario e rappresentata da leader democraticamente eletti e non da servi delle multinazionali che nessun popolo ha mai votato.
Di più, di Farage non apprezzo la veduta conservatrice e neoliberista né mi piace, a livello personale, la tracotanza del suo modo di fare.
Difendere le sovranità nazionali va bene ma in nome del popolo, non con la mentalità e l'atteggiamento di un signorotto medioevale che considera il proprio Paese una sorta di feudo: così si ritorna indietro e basta.
 r. v.

  

giovedì 17 novembre 2011

Rispondo a chi mi accusa di stare con Berlusconi

Cari Amici, il costume di schiettezza che contraddistingue noi di Quiudinelibera mi impone a questo punto di chiarire ulteriormente una posizione, la mia, che ritenevo essere sufficientemente esplicita ma si vede che mi sbagliavo dal momento che più di qualche lettore, in questi ultimi tempi, mi ha rivolto delle critiche in merito alla sfiducia e allo scetticismo con cui guardo all'esecutivo Monti e più in generale a questa Unione Europea.
In sostanza, mi sono sentito chiedere: ma preferivi continuare con Silvio Berlusconi?
No, cari Amici, certamente no: sono tenacemente anti-berlusconiano e da che scrivo su Quiudinelibera non ne ho sicuramente fatto mistero.
Semplicemente, amo la democrazia e sono un sostenitore convinto della Democrazia Diretta dei Cittadini, a mio avviso il modo di gestire la vita pubblica più moderno e compiuto.
Silvio Berlusconi e la sua cricca rappresentano ai miei occhi l'esatto opposto di quello che deve essere un buon governo e un leader responsabile.
Tuttavia, non apprezzo neppure una nazione che ha rinunciato alle proprie sovranità in funzione di un ente sovranazionale, l'attuale UE, espressione degli interessi grandiosi di potentati economici privati e aborrisco un sistema economico che antepone le grandi speculazioni finanziarie ai Diritti della gente e una politica che finisce con l'attribuire i ruoli di guida e di comando più importanti a funzionari non eletti dal popolo.
Il centrosinistra italiano ha ed ha avuto in tutto questo un ruolo fondamentale e questo lo dico chiaramente, che a qualcuno piaccia oppure no.
Un governo di eletti dal popolo e la sovranità dello Stato sono per me due condizioni imprescindibili di una vera democrazia.
A supporto di quanto scritto, rimando agli ultimi post apparsi in ordine di tempo sul sito di due Amici informatori del web decisamente più noti di me, Paolo Barnard e Claudio Messora.
A presto

Renato Valusso

domenica 13 novembre 2011

Berlusconi lascia: una vittoria di Pirro

Cari Amici di Quiudinelibera, mi dispiace ma in queste dimissioni non ci vedo poi granché da gioire.
Innanzitutto, non è stato il voto popolare a sconfiggere Berlusconi, ma delle quotazioni dei mercati finanziari: questa non è una vittoria della gente comune che democraticamente boccia con il suo voto un premier da due soldi bucati e il suo entourage, ma è il trionfo dell'egemonia finanziaria europea che, minacciando una nazione un tempo sovrana e ora burattino delle banche e delle multinazionali, obbliga alle dimissioni un capo di governo che, se in questo Paese fosse esistita un'opposizione degna di questo nome, non sarebbe mai diventato tale.
Un premier indegno stacca finalmente la spina, per lasciare spazio a un nuovo esecutivo cosiddetto "tecnico", capitanato da un servo di alto livello del grande potere finanziario, nominato senatore a vita da una specie di presidente della repubblica che ha ancora il coraggio di spacciarsi per un uomo della sinistra, un esecutivo che annovera al suo interno nomi come quello di Giuliano Amato, ad esempio, un vecchio delinquente che ha militato nel partito di quel ladro di Bettino Craxi e fatto danni a non finire.
Non vedo alcuna ragione di essere contento.
Condoglianze per Silvio Berlusconi, condoglianze per il popolo italiano.

Renato Valusso
   

venerdì 11 novembre 2011

Appello di Avaaz a Giorgio Napolitano: ma questa volta io non lo firmerò

Amici di Quiudinelibera, da diverso tempo sono membro di Avaaz e ho sottoscritto e diffuso molti dei suoi appelli. Tuttavia, questa volta non firmerò, anche se per un fatto di carattere etico faccio girare comunque l'appello in Rete, a disposizione di chi la pensa diversamente.
In realtà, se chi presiederà il nuovo governo fosse qualcuno che veramente ama il nostro Paese e crede profondamente in un ideale di giustizia sociale, sottoscrivere questo appello sarebbe sacrosanto.
Non credo che Mario Monti, presidente europeo della Commissione Trilaterale, membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg e international advisor per Goldman Sachs sia animato da quegli ideali né provo ammirazione alcuna per Giorgio Napolitano che, dopo aver firmato per anni leggi indecenti a Silvio Berlusconi, ora nomina senatore a vita un servo di alto livello delle multinazionali e dei potentati economici stranieri.
Comunque, vedete un po' voi.
Renato Valusso


Cari amici, 




L'Italia è sull'orlo del collasso e soltanto il Presidente Napolitano può salvarci: dobbiamo fare fronte comune con lui nella richiesta di azioni immediate e in nome dell'interesse pubblico e sconfiggere così i giochi di potere di quei parlamentari che vogliono prolungare l'agonia politica. Firma la petizione per metterti dalla parte del Presidente Napolitano per riforme economiche e nuovo governo subito!



Invia un messaggio!
L'Italia è sull'orlo del collasso e solo il Presidente Napolitano può salvarci.

Il Parlamento deve approvare subito la legge di stabilità per mandare a casa Berlusconi e votare un nuovo governo che possa ridare fiducia all'Italia e salvarci dal baratro. Ma i parlamentari potrebbero perdere tempo per i loro interessi di bottega e prolungare così l'agonia politica. Soltanto il Presidente Napolitano può fermarli, ma ha bisogno di tutti noi per fare fronte comune nella sua richiesta di azioni immediate e in nome dell'interesse pubblico.

Anche un solo giorno di ritardo potrebbe essere decisivo per far collassare la nostra economia e la nostra democrazia. Mettiamoci ora dalla parte del Presidente Napolitano, liberiamoci di Berlusconi per il finesettimana e cominciamo un'era di buon governo. Clicca sotto per firmare la petizione e fai il passaparola con tutti i tuoi amici:

http://www.avaaz.org/it/berlusconi_dimettiti_2/?vl

Il regno di Berlusconi, in piedi ormai da 17 anni, ha impoverito le famiglie italiane, avvelenato la nostra democrazia e lasciato il paese ora sull'orlo di una catastrofe finanziaria che potrebbe avere un impatto nefasto per tutta Europa. Grazie alle sue tattiche vergognose e alla compravendita dei parlamentari ha protetto i suoi interessi privati lasciando il nostro paese in rovina e alla mercé degli speculatori.

La situazione politica e finanziaria dell'Italia è sull'orlo del collasso. Ora il nostro Parlamento è chiamato a votare riforme economiche e un nuovo governo per rassicurare gli alleati europei e i mercati e per traghettarci verso le elezioni. Ma dobbiamo far sì che questo succeda velocemente e che gli interessi dei cittadini siano messi davanti a quelli dei banchieri, e che i nostri diritti e il nostro stato sociale non siano distrutti in nome dell'austerità.

La fine del berlusconismo è alle porte, ma sta a noi garantire che lui non ci porti con sé nella sua caduta. Il Presidente Napolitano sta facendo tutto ciò che è in suo potere per traghettare l'Italia verso una nuova era piena di speranza, ma ha bisogno di tutto il nostro sostegno perché lui sia più forte degli interessi organizzati e corrotti. Clicca sotto per metterti dalla parte del Presidente Napolitano e fai il passaparola con tutti i tuoi amici per raggiungere numeri stratosferici:

http://www.avaaz.org/it/berlusconi_dimettiti_2/?vl

Negli ultimi 18 mesi abbiamo combattuto contro tutti i tentativi di Berlusconi d'indebolire seriamente la nostra democrazia, e abbiamo vinto - contro il bavaglio ai giornalisti, ai giudici e a internet, come contro i suoi diversi escamotage per garantirsi l'immunità. Ora il suo mandato disastroso sembra essere al tramonto, ma dobbiamo far sì che accada nel modo più rapido e indolore possibile. Uniamoci per liberare l'Italia da Berlusconi una volta per tutte e costruiamo insieme la democrazia che tutti noi desideriamo!

Con speranza e determinazione,

Giulia, Alice, Luis, Alex, Ricken, Pascal, Benjamin e il resto del team di Avaaz

FONTI

L'appello del Presidente Napolitano: "Dobbiamo riguadagnare fiducia come paese" (dal sito del Quirinale)
http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=2292

L'appello del quotidiano di Confindustria: "Fate presto" (Il Sole 24Ore)
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-09/fate-presto-225103.shtml?uuid=AapjvGKE

Crisi e mercati, possiamo farcela (Corriere della Sera)
http://www.corriere.it/editoriali/11_novembre_10/debortoli_possiamo-farcela_5eb5c08c-0b60-11e1-ae33-489d3db24384.shtml

Il testo della legge di stabilità (Il Fatto quotidiano)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/09/maxiemendamento-ecco-testo/169583/

Berlusconi, 17 anni di potere (La Repubblica)
http://www.repubblica.it/static/speciale/2011/caduta-di-berlusconi-fine-di-un-epoca/index.html


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martedì 4 ottobre 2011

Lavoro e dati Istat: realtà e statistiche

Cari Amici, in un post precedente avevo scritto che Quiudinelibera stava preparando uno studio sul metodo con cui vengono calcolati i dati delle statistiche Istat relative all'occupazione (v.) ma, a quanto sembra, qualcuno ci ha preceduto.
Ad onor del vero, anche Carmine Avagliano, il presidente dell'Associazione Generazione del Terzo Millennio (v. qui)  da tempo sostiene che i criteri con cui si effettuano le statistiche danno luogo a dei risultati falsati.
Ed ecco che il Messaggero Veneto di domenica 2 ottobre ci dà la seguente notizia:
 La Cisl contesta i dati Istat: poco lavoro, tanti precari

                                                                      Leggi tutto...                                                                                                 

Una constatazione del tutto personale, non priva di una certa amara ironia: la Cisl è quel sindacato che, fino a pochi anni fa e forse da qualcuno ancora oggi, veniva designato come "il sindacato dei padroni" eppure in questa occasione non ha avuto paura di rendere pubblico un fatto che "prende in giro" soprattutto i lavoratori, in particolar modo quelli precari.
E gli altri sindacati? Quelli più "tosti"? Che cosa fanno: dormono? o tutelano solo i garantiti?

  r. v.

giovedì 15 settembre 2011

Italia: storie di ordinaria ingiustizia. La vicenda di Francesco Carbone

Cari Amici, oggi Quiudinelibera pubblica un servizio dell'emittente televisiva Antenna Sicilia riguardante la tormentata vicenda di Francesco Carbone, un Amico del nostro gruppo, un uomo che, come pochi in Italia, ha avuto la forza di denunciare alla Giustizia tutta una serie di abusi e di comportamenti illeciti di cui è stato testimone e poi, ovviamente, vittima.
Ad oggi, silenzio assoluto delle Istituzioni preposte.
Facciamo un Augurio a Francesco perché il suo appello non resti inascoltato e chiediamo a coloro che in questo paese rappresentano i Diritti dei Cittadini di non restare indifferenti di fronte a palesi violazioni delle Leggi e alla sofferenza personale di un Cittadino onesto e coraggioso e della sua famiglia.
Il servizio: clicca qui.
Francesco Carbone su Facebook

 r. v.

domenica 28 agosto 2011

Giorgio Fidenato, il mais transgenico e il Libertarismo

In Friuli, continua la guerra di Stato e Regione contro gli agricoltori "ribelli" rei di seminare colture OGM, con in testa Giorgio Fidenato, presidente di Agricoltori Federati (v.) e segretario di Futuragra (v.), l'imprenditore di Pordenone amico di Leonardo Facco (v.), assieme al quale e a Marcello Mazzilli nel 2007 ha fondato il Movimento Libertario (v.) , l'unico gruppo politico italiano ufficiale che si rifà alle teorie economiche della scuola del liberalismo cosiddetto austriaco prima e al pensiero di Murray Newton Rothbard, teorico dell'anarco-capitalismo, poi.
Cosa vorrebbero i "libertari"? per dirla in estrema sintesi, essi propugnano l'idea dell'assoluta libertà di mercato, ponendo al centro le libertà individuali e la proprietà privata come diritto naturale di ogni persona e ritenendo che lo Stato debba esistere solo come una sorta di Grande Ufficio Anagrafe e poco altro, che le tasse sono un furto e che qualsiasi attività economica che non vada a ledere i diritti altrui sia da considerarsi lecita.
In più, essi rivendicano ogni libertà personale, per es. sono contrari al divieto di fumo e di consumo di alcoolici, e il diritto di portare e usare armi per difendere se stessi e la proprietà.
Verrebbe quasi da dire una specie di moderno Far West, ma in realtà il concetto complessivo non è così rozzo e molte sono le implicazioni interessanti sul piano economico di quest'idea, che però personalmente, da sostenitore ad oltranza di un'idea di Democrazia Partecipata, Diretta e Solidale di tutto un Popolo che si riconosce in uno Stato e si dà delle Leggi di conseguenza, non condivido. Aggiungo che sono entrambe visuali lontanissime dall'attuale ordine economico e sociale ma mentre l'idea libertaria va verso una direzione di trionfo dell'interesse privato e dell'individuo, l'altra idea prospetta un mondo laddove gli interessi privati finirebbero con il riconoscersi nell'interesse generale.
Tornando a Giorgio Fidenato e alla semina di mais OGM, in alcune sue dichiarazioni riportate da il Messaggero Veneto del 27 agosto 2011 egli afferma: «Sono vicino agli imprenditori che subiscono ancora una volta l’iniquità della magistratura. Nessuna ricerca scientifica ha mai rilevato che questi prodotti provocano un danno alla salute e all’ambiente – ricorda Fidenato – e in più non mi stancherò mai di dire che la normativa europea dice chiaramente che possiamo seminare. Invece la magistratura italiana si ostina a disattenderla: non sta applicando la legge e quel che è peggio non ha mai voluto chiedere un parere alla Commissione europea, cosa che avrebbe potuto chiarire molti aspetti. In Italia si continua ad applicare una legge che non è mai stata notificata».  
Va aggiunto che è altrettanto vero che molti dei mangimi per gli animali da allevamento provengono da OGM; per contro, Greenpeace (v.) ci informa che in Europa cresce la resistenza agli OGM (v. qui).
Da quanto esposto, credo sia interessante notare come da questo conclamato caso di "disobbedienza civile" emergano almeno tre elementi degni di nota:
1° la contrapposizione fra un apparato statale, a mio avviso di "vecchio stampo", e un'idea politica ed economica che mette assieme una concezione ultraliberista e insieme anarchica del mercato
2° le discrasie fra gli ordinamenti e le leggi sovranazionali della UE e quelle italiane, perfino in assenza, in certi casi, di una normativa nazionale completamente definita
3° infine, un dibattito, quello sulla dannosità o meno degli OGM, che il mondo scientifico, si auspica al di fuori da interessi reconditi e inconfessabili, dovrà portare a compimento nel modo più approfondito possibile e quanto prima, anche per evitare che eventuali conseguenze nocive per l'ambiente e la salute delle persone possano diventare l'unica cartina al tornasole per saperlo.

Per chiunque sia interessato agli argomenti di questo post e pensi di avere qualcosa da aggiungere o precisare, Quiudinelibera resta a disposizione alla voce Commenti o all'e-mail perilfuturo@libero.it.  

 r. v.


venerdì 19 agosto 2011

Ancora sulle lobby: commento di Sara Sanviti al post " Lobby riconosciute dalla Regione"


A livello nazionale esiste già una "prassi" di valutazione della normativa in vigore: si chiama verifica dell'impatto della regolamentazione (VIR) ed è stata istituita con la legge n. 246/2005. Insomma, sempre una "figlia" della "destra italiana contemporanea" (DIC). Non ho mai trovato il tempo di approfondire questo argomento, pertanto non saprei esattamente esprimere, seppur brevemente, i criteri di valutazione degli impatti.
Ad ogni modo, la proposta regionale che viene descritta in questo post (v.), mi sembra davvero grottesca, per non dire che sarebbe l'ennesima manifestazione della sfrontatezza con cui la destra "legalizza" (come ha scritto l'autore del post) le sue pratiche palesemente scorrette e contrarie allo spirito di imparzialità che dovrebbe contraddistinguere l'intera attività amministrativa, compresa quindi quella di fare le leggi.Resto così dell'idea che l'applicazione dei criteri di Agenda21 restino ancora i più efficaci. Voglio però puntualizzare che la sinistra non è diversa: fa le stesse cose, ma non le legalizza e compie i suoi misfatti di nascosto, perché preferisce far credere che siano sempre gli altri, a farle. Preciso che mi esprimo con cognizione di causa: per me che mi occupo di problematiche di igiene ambientale (acque, rifiuti, emissioni), negli ultimi 20 anni circa non ho assolutamente percepito la benché minima differenza tra il comportamento dell'una e dell'altra (destra e sinistra).E voglio aggiungere, sempre esprimendomi con cognizione di causa, che in questa Regione non esiste una suddivisione in lobby, ma una vera e propria organizzazione mafiosa, unica e compatta, che si è costruita linguaggi e regole che addirittura sconvolgono le leggi della fisica oltre che essere un affronto alla decenza e, ovviamente, inibiscono lo sviluppo di qualsiasi spinta democratica. Ho sempre sentito dire che "la conoscenza è potere" e ho sempre assistito a pratiche contrarie alla vera trasparenza, quella che potrebbe permettere alle persone di effettuare scelte consapevoli e quindi di essere LIBERE.

 Sara Sanviti (*)


mercoledì 17 agosto 2011

LOBBY RICONOSCIUTE DALLA REGIONE


Si sa che il Friuli Venezia Giulia è considerata una regione-tester, tuttavia non mi sarei aspettato di leggere un articolo come quello a firma di Antonella Lanfrit su Il Gazzettino di martedì 9 agosto, recante il titolo: Friuli, porte aperte alle lobby. Scrive di seguito la giornalista: " Lobby riconosciute per legge, perché i portatori d'interesse pubblico agiscano alla luce del sole e possano contribuire a produrre norme attuali ed efficaci. Vista dalla parte dei cittadini, un'iniziativa perché tutti possano sapere chi ha voluto una legge, quali siano i costi che essa comporta e gli effetti che produce. Sono questi i contenuti di un provvedimento normativo cui sta pensando il Pdl del Friuli Venezia Giulia che, anticipa il coordinatore regionale Isidoro Gottardo, a settembre presenterà una proposta di legge in materia. S'intitolerà " Norma sulla trasparenza legislativa e regolamentazione delle attività di rappresentanza degli interessi" ( il grassetto è mio, ndr ) e, nelle intenzioni, si aggiunge alle tre proposte di legge depositate in Consiglio regionale dal partito nei giorni scorsi per tagliare i costi della politica "che si contengono e si monitorano anche garantendo trasparenza ed efficacia all'attività legislativa" sottolinea Gottardo, riassumendo il senso di un documento che, se arriverà in porto, farebbe del Friuli Venezia Giulia una regione apripista nella regolamentazione degli stakeholders (v.). 
In Italia l'idea non è nuova, anzi. E' dalla fine degli anni Settanta che in qualche ambiente si va auspicando un simile provvedimento, ma di fatto non è mai stato attuato. 
Da qui l'idea del Pdl di cominciare in ambito regionale, con lo stesso Gottardo, tra l'altro deputato del partito, che al testo ha lavorato in prima persona. Al centro dell'attenzione i portatori d'interesse pubblico, "siano essi rappresentanti di categorie economiche, di professionisti, persino i giovani", esemplifica. Per portarli a lavorare in piena evidenza, l'idea è quella di "creare un registro". Iscrivendosi nell'elenco, "hanno diritto ad accedere agli atti legislativi nel loro formarsi e di apportare proposte emendative, da concretizzarsi in emendamenti a disposizione dei consiglieri regionali".
Nell'ottica del Pdl, in questo modo si "può migliorare la qualità delle norme; favorire l'attualità dei provvedimenti con il contributo di tutti coloro che hanno interessi pubblici; rafforzare l'efficacia delle leggi". Un modo, inoltre, "per assicurare la trasparenza degli interventi sui documenti". Ma è sull'aspetto dei costi che Gottardo pone ulteriormente l'accento: " Tutti devono sapere chi ha voluto una determinata legge, per quali finalità e quali oneri essa comporta. Debbono risultare trasparenti i suoi effetti perché in questo modo è possibile anche una valutazione migliore della sua efficacia".
Il testo, assicura il coordinatore pidiellino, è già pronto e sarà depositato in sede di Consiglio regionale ai primi di settembre."


Certamente, per poter esprimere un parere meglio argomentato sarà necessario conoscere il contenuto della proposta nei dettagli, tuttavia mi lasciano perplesso le motivazioni addotte da Isidoro Gottardo per sostenere la validità di questa legge.
Mi sembra inutile affermare di voler evitare mazzette e bustarelle a destra e a sinistra se poi...le si legalizza!
In una società davvero democratica e socialmente matura non servono gruppi di pressione (v.) ma un confronto serio e il più possibile sereno tra le parti in causa, tenendo sempre come riferimento imprescindibile il rispetto dei Diritti del Cittadino.
Di più, si veda l'esito nefasto sulle scelte politiche e sulla vita sociale risultato della preponderante presenza delle lobby finanziarie americane ed europee in seno ai parlamenti (v. qui e qui ) e della loro influenza sui decisori pubblici.
Mi farebbe piacere conoscere l'opinione dei Lettori sull'argomento e, per ulteriori aggiornamenti, ne riparleremo a settembre.

 r. v.

domenica 31 luglio 2011

Il centrosinistra e le inchieste dei giornalisti: interessante...


Il Fatto Quotidiano, 30 luglio 2011

Chi tocca la sinistra muore
dal blog di Ferruccio Sansa

Chi tocca il centrosinistra muore. “La macchina del fango comincia a girare”. Dopo aver ascoltato le parole di Pierluigi Bersani, gli accenti berlusconiano-vittimisti del segretario Pd, sento che per una volta posso contravvenire a una delle regole auree del cronista: mai parlare di se stessi.


E così racconterò dell’amara esperienza di diventare una specie di paria, un intoccabile nella mia città perché ho osato scrivere inchieste sul centrosinistra. Ma prima faccio una premessa. Nel corso degli anni ho parlato di decine di politici di entrambi gli schieramenti: Alemanno, Formigoni, Moratti, Storace, Berlusconi, Matteoli, Galan, Romani, Romano, Scajola, Grillo (Luigi), Calderoli, Bossi, D’Alema, Bersani, Penati, Burlando. Tanto per fare alcuni nomi. Gli esponenti di centrodestra sono la maggioranza.

Però dopo vent’anni di lavoro (prima di approdare al Fatto sono stato al Messaggero, La Repubblica, Il Secolo XIX e La Stampa) una cosa posso dirla: i fastidi che mi hanno procurato le inchieste sul centrosinistra non hanno uguali. Certo, il centrodestra è più duro, diretto, usa nei confronti dei giornalisti una logica proprietaria. Un certo centrosinistra no, non ti schiaccia direttamente, preferisce la calunnia, l’insulto, la telefonata a direttori ed editori.

Con un’aggravante: l’arroganza del centrodestra, seppur più violenta, non pretende di essere “giusta”, ha lo scopo manifesto di metterti a tacere. Il centrosinistra è diverso: si sente investito di una missione, chi osa metterlo in discussione è “disonesto”, “in mala fede”, “vendicativo”, “scorretto”. Tutte accuse che mi sono state rivolte, sempre in forma anonima e senza lo straccio di una prova.Ma veniamo ai fatti. Mi capita anni fa, mentre seguivo lo scandalo Antonveneta, di raccontare i rapporti di Gianpiero Fiorani con noti esponenti politici. Per giorni descriviamo i legami della Lega con il re delle scalate bancarie. Non succede nulla. Poi ecco che arriva la prima notizia su un esponente del centrosinistra: il contratto di leasing dello yacht di Massimo D’Alema è stato stipulato con una società legata alla Banca di Lodi. Niente di illegale, ma una storia che è giusto approfondire e magari riferire ai lettori. Risultato: mezz'ora dopo il mio colloquio con D’Alema arriva al giornale una telefonata che annuncia, in caso di pubblicazione, una denuncia per violazione del segreto bancario. Il giorno dopo D’Alema diffonde un comunicato e racconta “spontaneamente” l’episodio.Piccolezze, si dirà, come decine di altri episodi. Ma i guai seri vengono quando decido di scrivere degli intrecci tra politica (di centrosinistra, come di centrodestra) e affari che stanno dietro alla cementificazione della Liguria. Non arriva una riga di smentita o querela, del resto sarebbe stato difficile, visto che ogni parola dell’inchiesta è documentata. Ma quando compare il primo articolo subito mi chiamano dal mio giornale: “Ferruccio, una persona ai vertici del centrosinistra ha fatto una telefonata ai massimi livelli. Dice che hai scritto un articolo pieno di falsità. Noi non ne teniamo conto, ma tu sappilo”.


Era l’inizio. Quando con il collega Marco Preve scrissi il libro, “Il partito del cemento”, dedicato alla passione bipartisan dei politici liguri per il mattone, mi dichiararono guerra aperta. Si parlava, tra l’altro, con anni di anticipo rispetto all’inchiesta della Procura di Roma, dei legami dei vertici del partito nazionale e ligure con Vincenzo Morichini, Franco Pronzato e i loro soci. Ancora nessuna replica. Un muro di silenzio.

Finché mi venne offerto un posto di rilievo in un grande giornale. Dopo mesi venni a sapere che proprio nel periodo della trattativa i vertici del Pd nazionale avevano fatto arrivare il messaggio che l’incarico non era gradito al partito.Insomma, la mia carriera ha rischiato. E anche il clima che respiravo in città è cambiato. Quando mi presentai nella sede del Pd genovese per scrivere un articolo sulle elezioni regionali del 2010 uno dei massimi dirigenti locali mi accolse così: “Ecco l’amico di Berlusconi. Vergogna, vattene”, e via con accuse e insulti.Ma agli insulti, soprattutto se deliranti, è facile rispondere. Peggio sono le calunnie: non hai un interlocutore cui replicare. Di più: se ribatti dai dignità alle accuse che ti sono rivolte, le ingigantisci, dai loro concretezza. Insomma, devi subire.E lascio perdere gli episodi più pittoreschi, come quando mi avvertirono che qualcuno nel Pd faceva circolare l’immancabile voce che ero omosessuale, anzi, “buliccio” come si dice a Genova. Ne parlai con mia moglie, sorridemmo sorpresi: per me ovviamente non era un insulto, ma mi stupiva che qualcuno in un partito che si dice progressista lo considerasse tale. Lentamente la tenaglia, però, si stringeva. Difficile vivere nella vostra città quando venite condannati all’ostracismo dal partito che governa da decenni, che guida gli enti locali da cui arrivano milioni di euro in pubblicità istituzionale a puntellare i bilanci di tutti gli organi di informazione (un’altra inchiesta poco gradita dal Pd). Si finisce cancellati, pesantemente insultati a incontri pubblici (è toccato perfino alla mia famiglia, colpevole di avermi messo al mondo). Insomma, intoccabili. Finché sono arrivato al Fatto, che per fortuna è impermeabile a certi interventi.


Mai nessuno, però, che abbia risposto alle nostre inchieste in modo documentato. Bersani, tengo a dirlo, non è mai stato coinvolto negli episodi che ho citato. Ma forse sarebbe bene che li conoscesse, prima di invocare la macchina del fango e vestire i panni della vittima.

*Non ho fatto volutamente i nomi dei protagonisti e dei testimoni di questi episodi. Posso scegliere di affrontare una battaglia, ma non posso trascinarci anche gli altri.