lunedì 21 novembre 2011

P. Barnard: a me sembra convincente... a voi no?


Riporto pari pari Ultima ora 15, l'intervento pubblicato in data odierna da Paolo Barnard sul suo sito.
  r. v. 

Oggi non ha senso. Domani è il tuo lavoro di oggi.
Non ha nessun senso seguire gli eventi di questo governo ora. Ciò che farà a breve è scontato. Ci aggancerà in via definitiva al velivolo che sta precipitando a spirale verso lo schianto e che si chiama Austerità, cioè meno spesa pubblica, cioè deflazione economica, cioè disoccupazione montante, cioè debito pubblico che aumenta per finanziare gli ammortizzatori sociali, cioè ancora più sfiducia dei mercati, cioè tassi sui nostri titoli che saranno sempre più alti, cioè altre chiamate per ancor più Austerità, e il giro a vite infernale ricomincia da capo. Naturalmente tutto condito in Euro, cioè The Ultimate Armageddon Currency. Poi, appunto, ci sarà lo schianto dell’Eurozona, appena prima del quale verrà espulsa la Grecia, poi noi, poi la Spagna, poi la Francia, poi la Germania, che sarà quella che spegnerà le luci prima di saltare per ultima dalla carcassa dell’aeromobile. Ok, questo è banale e scontato. Riporto, a chiusura di questa introduzione, una frase stupenda nella tragedia, trovata nel blog dell’economista americano L. Randall Wray, e che recita: “Chiunque abbia comprato dei titoli di governi dell’Eurozona è stato, nelle memorabili parole di Kenneth Boulding, o un filantropo o un idiota. Probabilmente entrambi”. Chiunque stia considerando di farlo domani… nooo, nessuno, alla fine i mercati sono sì tonti, ma non così tonti.
Ma è domani che conta. Perché già ora i grandi investitori (leggi i golpisti) si stanno attrezzando per infliggerci un destino confronto al quale la condizione economica dell’Italia di oggi sembrerà la Belle Epoque. Dimenticate oggi, dimenticate Monti, la patrimoniale, la non patrimoniale, ICI non ICI ecc. Allora, per essere semplice: quando l’Italia sarà costretta a saltare dall’aereo che precipita a spirale, dovrà sperare di poter azionare il paracadute. Ma i mercati stanno attrezzandosi per tranciarle i cavi. I consigli sull’uso del tronchese li ha illustrati la banca giapponese Nomura Holdings, a firma di Jens Nordvig. Per essere semplice:
Saltare dall’aereo = lasciare l’Euro e riprendersi la Lira.
Azionare il paracadute = poter ri-denominare il proprio debito esterno in Lire per poterlo poi negoziare coi creditori a condizioni di almeno sopravvivenza.
I mercati tranciano i cavi = stanno operando affinché la giurisdizione legale del nostro debito esterno sia spostata dall’Italia alla Gran Bretagna. Così per noi sarà impossibile ri-denominare il debito in Lire e siamo fottuti, ma fottuti come nessuno si immagina. Lo dovremo ripagare tutto in Euro, e a quel punto, con una Lira che sarà per forza svalutata a causa del panico generale, sarà come avere le casse piene di cipolle e dover pagare una Ferrari in dollari comprandoli a forza di tonnellate di cipolle. Significa che dovremo fare, con la nostra nuova Lira sovrana, il triplo dello sforzo. E questo in sé non è la vera fine del mondo. La fine del mondo sarà che il governo di allora sarà troppo ignorante, o troppo in malafede, e non adotterà mai le politiche di Spesa a Deficit Positiva che ci potrebbero salvare, parte dell’approccio della Modern Money Theory che ha salvato per esempio l’Argentina dopo il fallimento (le politiche spiegate ne Il Più Grande Crimine 2011). Nooo… figuriamoci.
Il governo di allora dirà: Austerità! E i milioni di italiani che si sono appena schiantati al suolo, verranno imbarcati a calci su un altro aereo che parte con le ali segate. E tutto ricomincerà da capo.
Ok, non deprimetevi: basta fare i cittadini ed esercitare la propria funzione sovrana, chiedendo ai politici di fare le cose come si deve. Semplice.
p.s. The Institute of International Finance, la lobby bancaria di Washington che raccoglie una quantità di squali finanziari che neppure il Pacifico potrebbe contenerli, è già attivamente al lavoro a distribuir tronchesi. Ma non ditelo in giro, se no poi Oscar Giannino gli dà dei Templari del pianeta di Monghuz, e quelli lo querelano.
  

sabato 19 novembre 2011

Se non sei d'accordo, sei matto.


Riporto tal quale l'ultimo post apparso in ordine di tempo sul blog di Claudio Messora, che ci fa un esempio lampante di come l'informazione mainstream cerchi di screditare la libera informazione.
  r. v. 
 Il più grande complottista del secolo

Matrix Claudio Messora Claudio Costamagna Paolo Barnard Complottismo Complotto Mario Monti Trilaterale Bilderberg Byoblu Canale5 Mediaset Byoblu.Com

 La regola è semplice: se scrivi cose false o palesemente senza senso, nessuno ti considera. Se invece scrivi cose vere o ragionevoli che nessun altro scrive, nessuno ti considera lo stesso. Ma se siete in dieci, cento, mille, centomila a trovarle ugualmente ragionevoli e se, grazie alla rete, le condividete con altre 10 persone che le trovano ragionevoli a loro volta, allora create una tale massa critica che ignorare la questione diventa controproducente. Il passo successivo, per i tuoi detrattori, diventa cercare di inattivarti. La maniera migliore non è discutere le argomentazioni in sé, proprio perché sono ragionevoli: bisogna togliere l'innesco. Ed ecco la tecnica: si inserisce l'autore della riflessione sgradita in uno stereotipo che nell'immaginario comune ha una valenza negativa. In quel modo tutto il potenziale esplosivo, privato del detonatore (la credibilità), non è più buono neppure per accendersi una sigaretta. Non importa cioè cosa qualcuno dica o pensi realmente, perché non c'è più bisogno di discutere: qualsiasi cosa provenga da quella fonte lì è automaticamente destituita di ogni fondamento. Per fortuna le cose non vanno sempre bene. E' un terno al lotto. Screditando una fonte, inevitabilmente si accende anche un riflettore: per tanti che ci cascano, ce ne sono tanti altri che potrebbero trovare più ragionevoli le conclusioni della vittima rispetto alla frettolosità di chi cerca di liquidarla.

 Questo, più o meno, è quello che sta accadendo. Da mesi il Corriere della Seraspingeva il nome di Mario Monti. Poi, con un "colpo di spread", in meno di 24 ore Berlusconi si è dimesso e Napolitano ha fatto Senatore a vita un professore che per59,9 milioni di italiani era un emerito sconosciuto. Dopo qualche giorno era già presidente del Consiglio in pectore. La stampa, parlando di Monti, è riuscita ad omettere per mesi e mesi che fosse una delle tre cariche più importanti dellaTrilaterale, nonché consigliere internazionale di Goldman Sachs e membro delBilderberg (più o meno come il suo omologo Papademos in Grecia). Incarichi prestigiosissimi che, se non ci fosse stato nulla di male, andavano al contrario sottolineati. Farlo notare a quel punto era solo una questione di mera onestà intellettuale (leggi "tutto tranne democrazia"). Tra l'altro non era neppure la prima volta che ne parlavo (leggi "le sanguisughe del ventunesimo secolo"). In Italia, invece, diventa un'affare di Stato.

 Improvvisamente, tutti iniziano a parlare di Commissione Trilaterale e Gruppo Bilderberg. I sorrisetti si sprecano su tutti i canali. Qualcuno che invece venga a spiegarci, con molta semplicità, chi siano, cosa facciano e cosa pensino davvero questi club dove i nostri politici si ritrovano per discutere ciò che poi ripeteranno anche in Parlamento non si trova. Dopo Servizio Pubblico, mi chiamano anche a Matrix. A quel punto, Mario Monti si spazientisce, apre Google e digita "Ma cosa diavolo è sta minchia di Commissione Trilaterale?", poi va al Senato a chiedere la fiducia e ci tiene a rassicurare tutti circa il fatto che lui non appartiene ai poteri forti. Ma neanche lui spiega - e non era certo la sede adatta - cosa pensino della democrazia nell'organizzazione di cui lui detiene una delle tre cariche fondamentali. Oggi Pierluigi Battista, infine, mi onora di un articolo sul Corriere dove mi accredita come il nuovo, l'unico, l'indiscusso re dei complottisti, capace di fare impallidire perfino Giulietto Chiesa (Barnard è innominabile per definizione).

Pierluigi Battista Claudio Messora Corriere Della Sera Byoblu Byoblu.Com
clicca sull'immagine per leggere l'articolo

  Eppure la questione è tanto semplice, ma così tanto che, nonostante il clima da guerra civile scatenato da Paolo Barnard (per il quale sono pericoloso come una grappa al mirtillo), alla fine sono riuscito a convincere perfino Claudio Costamagna, che di professione fa il banchiere e che è stato consulente proprio diGoldman Sachs, che di argomenti ragionevoli di cui discutere ce ne sarebbero eccome (vedi video). Ma allora, Battista, se chi dice cose ragionevoli è un complottista, quelli che le cose ragionevoli non le hanno mai dette - prima - e le hanno derise - poi - cosa dovrebbe essere?

 Faccio ossequiosamente notare che Pigi, oltre a rappresentare il potere editoriale che ha portato Monti a palazzo Chigi, è colui che riuscì a fare un'intero articolo sulla contestazione a Marcello Dell'Utri, il 31 agosto 2010, senza citare le motivazioni della contestazione, ovvero le due condanne per concorso esterno in associazione mafiosa inflitte a un Senatore della Repubblica Italiana. Cosa volete che sia, quindi, pubblicare intere monografie senza citare mai la Trilaterale neppure per sbaglio? (e lasciamo per un attimo perdere il Bilderberg)  Comunque lo ringrazio di cuore. Ogni persona che mi manda sul blog, è una persona in più che potrà giudicare da sola se farsi una domanda significhi essere complottista o fare semplice informazione.

 A questo punto chiedo a Mario Monti in persona di spiegarci, nei ritagli di tempo, che cosa fa e cosa pensano quelli della Trilaterale, e se condivida o meno uno dei suoi primi documenti: the crisis of democracy, dove si sostiene che gli stati sonoparalizzati da un eccesso di democrazia. Ora, io auguro al professor Monti ogni fortuna nel sistemare i mali annosi di questo paese, ma visto che è arrivato dal nulla, in meno di 24 ore, Pigi Battista mi consenta di nutrire qualche ragionevole riservasul significato di quell'eccesso di democrazia che così, a naso, in Italia sembra essere ormai una questione risolta.

venerdì 18 novembre 2011

MOSTRA DI LUCIANO LUNAZZI, PITTORE FRIULANO


 A cura di  
Rafaella Loffreda 

2-11 dicembre 2011 
Circolo Culturale e Ricreativo “Nuovi Orizzonti” 
via Brescia n. 3 – UDINE 

Inaugurazione 2 dicembre 2011 ore 18.30  
Orari apertura mostra: 
                                       lun/ven   16.30-19.30     
                                       sab/dom 10.30-12.30 
                                                     16.30-19.30 


Info: Associazione Culturale “Venti d’arte”  
venti.darte@libero.it ; cell. 3381091689


giovedì 17 novembre 2011

Global Revolution: Occupy Wall Street in presa diretta

Come già riportato in un post del mese scorso, grazie allo staff di giornalisti indipendenti di Global Revolution disponiamo di una finestra costantemente aperta sui moti popolari che negli ultimi mesi si sono accesi in varie città del mondo contro i poteri forti.
Proprio oggi a New York la protesta si è fatta particolarmente decisa: scontri con la polizia, 7 agenti feriti e 175 arrestati fra gli attivisti di Occupy Wall Street, secondo fonti della Cnn.
Se volete affacciarvi al balcone per dare un'occhiata: Global Revolution live stream.

 r. v. 

Rispondo a chi mi accusa di stare con Berlusconi

Cari Amici, il costume di schiettezza che contraddistingue noi di Quiudinelibera mi impone a questo punto di chiarire ulteriormente una posizione, la mia, che ritenevo essere sufficientemente esplicita ma si vede che mi sbagliavo dal momento che più di qualche lettore, in questi ultimi tempi, mi ha rivolto delle critiche in merito alla sfiducia e allo scetticismo con cui guardo all'esecutivo Monti e più in generale a questa Unione Europea.
In sostanza, mi sono sentito chiedere: ma preferivi continuare con Silvio Berlusconi?
No, cari Amici, certamente no: sono tenacemente anti-berlusconiano e da che scrivo su Quiudinelibera non ne ho sicuramente fatto mistero.
Semplicemente, amo la democrazia e sono un sostenitore convinto della Democrazia Diretta dei Cittadini, a mio avviso il modo di gestire la vita pubblica più moderno e compiuto.
Silvio Berlusconi e la sua cricca rappresentano ai miei occhi l'esatto opposto di quello che deve essere un buon governo e un leader responsabile.
Tuttavia, non apprezzo neppure una nazione che ha rinunciato alle proprie sovranità in funzione di un ente sovranazionale, l'attuale UE, espressione degli interessi grandiosi di potentati economici privati e aborrisco un sistema economico che antepone le grandi speculazioni finanziarie ai Diritti della gente e una politica che finisce con l'attribuire i ruoli di guida e di comando più importanti a funzionari non eletti dal popolo.
Il centrosinistra italiano ha ed ha avuto in tutto questo un ruolo fondamentale e questo lo dico chiaramente, che a qualcuno piaccia oppure no.
Un governo di eletti dal popolo e la sovranità dello Stato sono per me due condizioni imprescindibili di una vera democrazia.
A supporto di quanto scritto, rimando agli ultimi post apparsi in ordine di tempo sul sito di due Amici informatori del web decisamente più noti di me, Paolo Barnard e Claudio Messora.
A presto

Renato Valusso

Nigel Farage: parole chiare sulla democraticità dei provvedimenti UE

L'ultimo intervento al Parlamento Europeo di Nigel Farage (v.) , leader dell' UKIP ( United Kingdom Independence Party), il partito politico britannico che ha come obiettivo primario il ritiro del Regno Unito dall'Unione Europea, considerata come la tomba della sovranità degli stati-nazione.

Cliccate qui per vedere il video.



  r. v. 

Pellegrinaggio al Palazzo della Provincia di Udine

Non ci rimane che organizzare dei pellegrinaggi al Palazzo della Provincia a Udine dopo quanto successo a Fontanini: leggi articolo

Chissà se tutti i disoccupati della Provincia di Udine riusciranno a trovare lavoro creando momenti di preghiera intorno al nuovo unto dalla benevolenza di Dio.

Se Fontanini si facesse un giretto in Viale Duodo al Centro per l'Impiego magari inizierebbe a funzionare quell'ufficio e allora lì si che avremmo davvero un miracolo.

Io capisco il rispetto per chi ha avuto e soprattutto ha questa brutta malattia che è il cancro, ma qua siamo davvero al ridicolo!

Andrea Meneghetti